11/04/2025 – 02/05/2025
La Cave – cantiere delle arti visive, fin dalla sua apertura intende sostenere il lavoro di artisti italiani
e internazionali con mostre che fondono e combinano l’uso di diversi medium tra cui video,
fotografia, performance, poesia, scrittura, pittura e scultura.
Per questo siamo lieti di presentare la mostra di Martina Cirese, che fa della fotografia e la scrittura
il tramite per entrare in connessione con i corpi, esplorare i meccanismi del desiderio e navigare
nel flusso della dimensione emotiva. La sua pratica artistica scava nelle relazioni restituendole in
una visione personale, tattile, densa e vibrante, che fa centro e che coglie nel segno in un
momento storico in cui ci chiediamo quanto la corporeità e le emozioni in divenire siano
condizionati dalle nostre sembianze virtualmente effimere.
2025 – 2015. Il lavoro nasce e si sviluppa senza una struttura prestabilita – simile a un organismo
– e rispecchia l’imprevedibilità degli incontri che cattura. Fonde fotografia e disegni, testi e
memorie. Genera un linguaggio visivo in continua metamorfosi, oltre la documentazione: un
progetto che prende forma fisica in venti quaderni d’artista e in una serie di collage in fieri,
ciascuno oggetto irripetibile, incarnando la natura interiore ed effimera della ricerca.
Attraverso spazi in cui libertà e trasgressione si intrecciano, è stata la macchina fotografica il mio
strumento per esplorare i meccanismi del desiderio e i confini del corpo. Vivendo tra Berlino, Parigi
e Roma tra i venticinque e i trentacinque anni, ho seguito il flusso delle mie domande per
realizzare scatti intimi con i miei incontri.
Inseguirli è stato come cercarsi in uno specchio in frantumi, i cui frammenti riflettono un’unica
immagine – lungo una linea d’ombra sempre presente e mai visibile.
Dopo dieci anni di viaggi, sono tornata a Roma, per vivere di nuovo nella casa incui sono nata,
dove la mia fine e il mio inizio si confondono. Dai Diari emerge così non solo un archivio
fotografico, ma una materia viva in cui arte ed esperienza si dissolvono, e l’atto di vedere diventa
inseparabile dal divenire.





Martina Cirese
Martina Cirese nasce a Roma nel 1988. Si iscrive all’ISFCI nel 2008. Nel 2011 riceve una borsa di
studio per completare la laurea magistrale in storia contemporanea alla Sorbona di Parigi,
concentrando i suoi studi sulla nascita dei regimi totalitari. Dal 2012 inizia a lavorare come
fotografa freelance, realizzando storie di copertina per L’Espresso e Internazionale. Con il suo
primo lavoro Asankojo vince una residenza annuale a FABRICA, il centro di ricerca sulla
comunicazione Benetton. I suoi lavori sono stati esposti in tutta Europa e pubblicati da The
Guardian, Time, National Geographic, GEO, Le Monde, Fish Eye e Burn magazine tra gli altri.
Dopo dieci anni tra Berlino e Parigi, dal 2022 vive a Roma.